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DOPO LA NOTTE BIANCA LA NOTTE NERA |
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martedì 28 ottobre 2008 |
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Il 21 settembre di 65 anni fa Matera era la prima città meridionale a ribellarsi al nazifascismo. Ieri 21 settembre 2008 l'Amministrazione Comunale, con una decisione che ci ha lasciato sgomenti, ha autorizzato la festa regionale della Fiamma Tricolore. Per l'occasione era addirittura prevista la partecipazione del sindaco Buccico. Nel 60° anniversario dalla nascita della Costituzione della Repubblica Italiana i cui valori si radicano nell'antifascismo siamo atterriti di fronte ad un avvenimento del genere specie dopo aver assistito per l'ennesima volta ad un nostalgico tentativo di riabilitazione del fascismo. Il governo comunale d'altronde non fa nient'altro che sposare pienamente la linea politica del Governo Berlusconi rappresentata perfettamente dalle aberranti dichiarazioni del Ministro della Difesa La Russa e dal sindaco di Roma Alemanno circa il famigerato ventennio. Sottoscriviamo a pieno le parole dell' ANPI che definisce queste prese di posizione "affermazioni che continuano a sovvertire la storia per dare l'assalto all'antifascismo, alla democrazia e alla libertà". Lo stesso sindaco è esponente di un partito all'interno del quale per il fascismo c'è ancora ampio spazio come dimostrano le parole spese in tal senso anche dal leader dei giovani di AN Iadicco. Se questi sono i "valori" che la destra sceglie non ci stupiamo poi di apprendere dagli organi di informazione continui atti di violenza e discriminazione perpetrati ai danni dei più deboli. I giovani di Rifondazione Comunista, Sinistra Democratica e Comunisti Italiani non si rassegnano tuttavia a questo stato di cose ed anzi vi si oppongono nella maniera più netta organizzandosi e continuando a resistere rispetto a questa volontà di riportare in auge il periodo più buio della storia d'Italia.
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Salviamo la Scuola Pubblica e Statale |
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mercoledì 08 ottobre 2008 |
Salviamo il nostro futuroNei primi tre mesi di governo la destra ha assunto e intende assumere provvedimenti gravissimi, senza precedenti, finalizzati a smantellare la scuola pubblica e statale, a privatizzarla, a sovvertire la scuola della Costituzione italiana. Essi colpiscono anzitutto le classi sociali meno abbienti, le famiglie dei lavoratori che incontreranno difficoltà sempre maggiori a far studiare i loro figli. Quando essi diverranno pienamente operativi la maggioranza di bambini e giovani non potrà più avere un'istruzione qualificata, chi la vorrà dovrà pagarsela : dovrà pagarsi la scuola a tempo pieno o a tempo lungo, la scuola con insegnanti migliori, una scuola non più pubblica ma privata, confessionale o di tendenza. Ecco come la destra vuole realizzare la scuola della disuguaglianza, come vuole impedire alla scuola pubblica di dare un'istruzione qualificata agli otto milioni di studenti che la frequentano: OTTO MILIARDI DI TAGLICONTRO LA PARTE MIGLIORE DELLA NOSTRA SCUOLA Lo scempio investe anzitutto la nostra scuola migliore, quella elementare. Con un tratto di penna (poche righe di un Decreto governativo) vengono azzerate tutte le riforme che negli ultimi venticinque anni hanno consentito di realizzare una scuola elementare giudicata quinta nel mondo per qualità: se ne riduce l'orario obbligatorio (da 30 a 24 ore settimanali!), si va verso lo smantellamento del tempo pieno, si ripristina il maestro unico che deve insegnare tutto ciò che da anni viene garantito da tre insegnanti appositamente formati. La discriminazione, la disuguaglianza inizierà così da una scuola elementare che non potrà più assicurare a milioni di bambini un livello di istruzione che consenta loro di accedere proficuamente ai gradi successivi degli studi.
continua...
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