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Io, operaio sindacalista (Michele Passannante) |
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domenica 30 marzo 2008 |
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da Liberazione Michele Passannante sa di avere un cognome ingombrante. «Compromettente, mi dicono in molti...». L'albero genealogico è proprio quello che porta alla famiglia di Giovanni Passannante, anarchico lucano che attentò alla vita di re Umberto I il 17 novembre del 1878 a Salerno. Con un coltellino. Il re rimase leggermente ferito a un braccio, Giovanni venne arrestato e torturato fino alla morte, il suo cranio e cervello furono esposti al Museo criminologico di Roma, sepolti solo l'anno scorso nel suo paese: nome originario Salvia, ribattezzata Savoia di Lucania dopo l'attentato. Famiglia perseguitata e dispersa. «In fuga da Salvia, alcuni dei Passannante si stabilirono a Vietri», racconta Michele parlando del suo paese in provincia di Potenza. Di qui, la discendenza e "l'ingombro" del cognome che magari non ha deciso niente nella storia che gli è capitata, ma... chissà.
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domenica 30 marzo 2008 |
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La Sinistra Arcobaleno della Basilicata ha evidenziato che "purtroppo l'elenco dei morti sul lavoro anche in Basilicata continua ad allungarsi. Nell'azienda più moderna d'Europa, nel giro di pochi mesi ci sono stati due morti, un infortunio grave ed altri di lieve entità. L'assunzione del tema della sicurezza quale azione prioritaria delle forze sindacali e della Sinistra, aveva portato, nei mesi scorsi il governo ad accelerare l'iter per l'approvazione del nuovo Testo Unico sulla Sicurezza. Purtroppo, questo ennesimo infortunio dimostra che il problema non è solo l'esistenza di leggi, quanto il loro rispetto nei luoghi di lavoro. La Giunta Regionale ed in primo luogo il Presidente De Filippo e l'assessorato competente, convochino la Sata e le organizzazioni sindacali per mettere in atto tutte le iniziative comuni finalizzate a ridurre e prevenire gli infortuni producendo atti e misure concrete in materia di sicurezza partendo da una valutazione puntuale delle cause alla base di questo aumento vertiginoso degli infortuni mortali".
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