| Bando di gara per la gestione dei parcheggi pubblici, nulla di nuovo per il cittadino |
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| venerdì 19 dicembre 2008 | |
di Michele Morelli mutamenti a mezzogiorno
In questi giorni il comune ha pubblicato l’avviso di gara per la gestione dei parcheggi e degli stalli blu, a raso, lungo le strade a ridosso e nel centro storico. Leggendo il bando si ha la conferma di quanto avevamo già anticipato qualche tempo fa. Vengono riproposti gli errori di sempre. I parcheggi pubblici vengono utilizzati per fare cassa, autorizzando il privato a fare speculazione e non il giusto guadagno. Essi cambiano la loro natura, non più standard urbanistico a servizio del cittadino, non più strumento per regolamentare e disciplinare la sosta o il transito in zone particolari della città. Si sfruttano i parcheggi pubblici esattamente per fare cassa e non per migliorare la vita dei residenti e commercianti del centro storico. Ma veniamo al dunque. Dal disciplinare apprendiamo che l’appalto verrà aggiudicato alla ditta che presenterà un’offerta “economicamente più vantaggiosa” per il comune. Entrando nel merito dei parametri di valutazione si scopre che il servizio verrà aggiudicato alla ditta che conseguirà il miglior punteggio su 100 punti disponibili. Di questi 100 punti disponibili, 60 saranno attribuiti sulla base del “progetto tecnico di gestione” ( organizzazione del servizio, proposte innovative, qualità, forme e colori delle attrezzature…), i restanti 40 punti saranno attribuiti alla migliore “offerta economica”, intendendo per offerta economica la percentuale di aumento del corrispettivo, da dare al comune, posto a base d’asta ( 140 euro / anno a posto auto). Questo è quanto. Il meccanismo di valutazione delle offerte, previsto dal bando, affida al dirigente ampi spazi di valutazione discrezionale ( ci chiediamo cosa c’è di complicato nella gestione dei parcheggi che possa giustificare l’attribuzione di 60 punti sui 100 all’offerta tecnica?). Sarebbe stato più utile ridurre la quota di punteggio dedicato all’offerta tecnica a favore di quella economica ( 30 punti per l’offerta tecnica e 70 punti per quella economica), inserendo nell’offerta economica altri termini di valutazione, come ad esempio la possibilità di un ulteriore ribasso sulla tariffa oraria, sulla tariffa minima e sugli abbonamenti mensili o annuali. Così come sarebbe stato conveniente introdurre, tra i parametri di valutazione dell’offerta, anche le diverse forme di “abbonamento riservati” per “residenti, commercianti e lavoratori dipendenti”. Questi ultimi, presunti “abbonamenti riservati”, si traducono nel bando in una vera è propria beffa per i cittadini residenti, commercianti e lavoratori dipendenti (così genericamente indicati).
continua... Secondo quanto riportato nel disciplinare “l’aggiudicatario potrà (e non dovrà, ciò significa che non è obbligato a farlo) prevedere anche forme di abbonamento riservato… il cui costo non dovrà superare il 40% del costo orario dell’intero mese per i parcheggi scoperti ed il 30% del costo orario dell’intero mese, calcolato sulla base del costo del parcheggio giornaliero, per i parcheggi coperti.” Facendo un po’ di conti è inutile dire che tutta questa complicata formulazione si traduce in una ulteriore raggiro per i residenti e commercianti. Oltretutto, come abbiamo già sottolineato, il bando non obbliga il concessionario a prevedere forme di abbonamenti riservati. Sarebbe stato più trasparente, per tutti i cittadini, indicare, all’interno del disciplinare di gara, le tariffe massime per gli abbonamenti, riconoscendo alle imprese offerenti un ulteriore premialità sulle percentuali di sconto offerto. Sono questi i criteri di valutazione che tendono a tradursi in vantaggi per il cittadino, vero utente del servizio. Questo si che è un modo intelligente di “esternalizzazioni” di un servizio pubblico. Poco importa se, con questo bando pubblico, si dice addio, per i prossimi cinque anni, alla possibilità di riconoscere ai residenti del centro storico il “diritto” di poter parcheggiare, per lo meno un’auto a famiglia, in un luogo certo, così come avviene altrove. Si continua a sbagliare! L’attuale amministrazione, come la precedente del resto, invece di organizzare i servizi a supporto della residenza e delle attività produttive, affida i parcheggi pubblici, di standard urbanistico, ai privati in cambio di poco più di centoquaranta euro l’anno a posto auto. Per le sanzioni di irregolarità del tempo di sosta, non cambia il meccanismo sanzionatorio, poiché sono previsti 20 minuti di tolleranza prima di rilevare l’infrazione amministrativa (il 40% della sanzione è destinato al gestore). In altre realtà del paese prima di assumere determinate decisioni si pratica il confronto, soprattutto con i cittadini interessati. Modificare l’approccio complessivo della gestione dei parcheggi pubblici a vantaggio dei cittadini si può fare. Così come è possibile risolvere i disagi dei residenti e commercianti del centro storico riconoscendo loro ciò che in altre città è stato già fatto. A Bari, a Roma, a Siena, a Lecce e persino a Potenza i residenti, muniti di autorizzazione, possono parcheggiare liberamente sugli stalli blu. A Matera ciò non è ancora possibile, non lo sarà per i prossimi cinque anni e non si capisce il perchè.Un’ultima nota riguarda la clausola di tutela degli attuali lavoratori. Nell’elenco allegato al bando , pare che non siano stati inseriti i lavoratori già impegnati presso il parcheggio di Casal Nuovo. Forse sarebbe il caso di recuperare questi lavoratori dando loro una nuova opportunità di reinserimento lavorativo. |
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