Debito Pubblico e Signoraggio Bancariodi Mario Lionetti <<Voi siete un covo di vipere. Ho intenzione di distruggervi e, per il Padreterno vi distruggerò. Se solo la gente sapesse l'assoluta iniquità del nostro sistema monetario e bancario ci sarebbe una rivoluzione prima di domattina>> Queste parole furono pronunciate nel 1836 dall'allora presidente degli Stati Uniti d'America Adrew Jackson, ma a cosa si riferiva? Perchè secondo lui se la gente fosse stata a conoscenza del funzionamento del sistema monetario e bancario ci sarebbe immediatamente stata la rivoluzione? La risposta è alquanto semplice, perchè se la gente sapesse,capirebbe qual'è il vero motivo che rende così iniqua la distribuzione dei capitali generando intere popolazioni sommerse dalla povertà assoluta e da debiti pubblici composti da cifre umanamente incomprensibili da una parte, e imperi economici riservati a pochi "fortunati" dall'altra. Il meccanismo che regola il flusso e la messa in circolo di denaro è così contorto e assurdo che seppure venisse spiegato in termini semplicistici, la gente comune farebbe fatica a credere che la causa di tutti i problemi economici del mondo è costituita da un sistema che neppure il più matto dei matti vorrebbe mettere in funzione. Sin da quando ero un ragazzino delle elementari ho sempre sentito parlare di debito pubblico. Ricordo che già da allora, parlo della metà degli anni ottanta, ci raccontavano che ognuno di noi aveva sulle spalle già un debito di circa 30 milioni di lire. Ma allora facevo fatica a capire cosa fosse il debito pubblico e mi chiedevo a chi dovevo così tanti soldi. A distanza di circa trent'anni mi pongo ancora la stessa domanda. Ad oggi il debito pubblico italiano ammonta a circa 1654 miliardi di Euro ed ogni anno paghiamo circa 70 miliardi di € soltanto di interessi. Ma se c'è un debitore, per forza di cose, deve esserci un creditore! Chi è che avanza da noi così tanti soldi? continua...
Per rispondere a questa domanda bisogna prima di tutto capire che cos'è il debito pubblico partendo dalla sua definizione: per debito pubblico si intende il debito dello Stato nei confronti di altri soggetti, individui, imprese, banche o soggetti stranieri, che hanno sottoscritto obbligazioni (come BOT e CCT) destinate a coprire il fabbisogno finanziario statale. In parole povere, quando lo Stato ha la necessità di mettere denaro in circolazione, sottoscrive delle obbligazioni nei confronti di terzi che usufruiscono del denaro messo in circolo. Detto così sembra che non ci sia nulla di cui preoccuparsi, a parte il fatto che il debito continua inesorabilmente a crescere. Ma che cosa lo fa crescere in continuazione? Ed è qui che entra in gioco il meccanismo malato e contorto noto con il nome di "SIGNORAGGIO BANCARIO". Alcuni definiscono il signoraggio bancario la più colossale truffa messa in piedi ai danni del popolo. Il premio Nobel per l'economia nel 1988, Maurice Allais, disse: << Fondamentalmente la creazione di denaro dal nulla effettuata dal sistema bancario è identica, non esito mai a dirlo per fare ben comprendere con cosa si ha a che fare, alla creazione di denaro da parte dei falsari, per questo motivo giustamente condannati dalla legge. Nel concreto essa provoca gli stessi risultati. La differenza è chi ne trae profitto. >> Prima di scrivere questo articolo ho passato intere notti su internet per capire se quello che stavo leggendo fosse la cruda realtà o se si trattasse solo di un delirio paranoico di qualche maniaco schizofrenico. Purtroppo non si tratta di fantasia ed il cosiddetto signoraggio bancario è la vera peste che sta mortificando da sempre intere popolazioni costringendole alla fame! Ora proverò a spiegare nella maniera più comprensibile, cercando di non devastare il vostro equilibrio psico-fisico, quello di cui sto parlando. La definizione "democratica" di signoraggio bancario è la seguente: Il signoraggio è l'insieme dei redditi derivante dall'emissione di moneta. Gli economisti intendono per signoraggio, i redditi che la banca centrale e lo stato ottengono grazie alla possibilità di creare base monetaria in condizioni di monopolio. (www.wikipedia.org) In parole povere il signoraggio è la differenza tra il valore nominale di una banconota ed il costo impiegato per la sua produzione. Facendo un esempio pratico, se si prende in considerazione una banconota da 100 Euro, e si considera come costo per la sua produzione (carta, stampa, inchiostro, ecc..) una somma pari a circa 30 centesimi, allora possiamo affermare che il signoraggio su quella banconota è di 99,70 €. Adesso arriva la parte più interessante: Dunque in un mondo perfetto, lo Stato essendo proprietario del denaro avrebbe, per ogni banconota, un guadagno netto di 99,70 €. Ma la realtà è un'altra! A stampare le banconote non è lo stato, ma la Banca Centrale (per l'Italia è appunto la Banca d'Italia) che, a differenza di quanti lo pensano, non è un ente pubblico ma bensì una società privata. La ragione sociale della Banca Centrale d'Italia è Bankitalia S.p.a, la quale dopo aver stampato la banconota la "affitta" allo Stato al costo dell'intero valore nominale della banconota (100 Euro per intenderci) più l'interesse dovuto al "tasso di sconto" che è pari al 2,5%, in cambio di titoli di Stato. Quindi in pratica lo Stato per ogni banconota da 100 € stampata, non ne guadagna 99,70, ma al contrario si indebita con la banca per un totale di 102,50 €. Dall'altre parte la banca riceve un guadagno pari ai 102,50 Euro meno i costi di produzione (30 centesimi) cioè 102,20 Euro! Mi rendo conto che quest'ultimo passaggio è piuttosto difficile da capire, ma non mento se vi dico che prima di scriverlo ho pensato mille volte a come renderlo più comprensibile senza suscitare scetticismo da parte del lettore. Il vero problema di questo sistema è che si tratta di un cane che continua inevitabilmente a mordersi la coda. Lo stato deve aumentare il denaro in circolazione quando l'inflazione cresce, ma mettendo altro denaro in circolo non fa altro che aumentare il debito, e ovviamente aumentando il debito cresce l'inflazione e così via... Adesso provate ad immaginare chi viene chiamato in causa quando l'inflazione cresce? Ovviamente il popolo. Ad esso viene chiesto di fare sacrifici, di lavorare e di stringere la cinghia, mentre i banchieri vengono messi all'ingrasso! Ecco a cosa si riferiva nel 1836 Andrew Jackson. Da allora ben poco è cambiato, ma oggi il popolo è in possesso di un maggiore potere, costituito dalla libertà di parola e di pensiero. Se io sono riuscito a spiegarvi quello che succede al di fuori della nostra immaginazione, voi potete fare lo stesso e chissà che non arrivi la rivoluzione prima di domattina! Mario Lionetti |