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L’università domani?
domenica 09 novembre 2008

Del d.l. 112/08, ormai convertito nella famosa l. 133/08, si è parlato tanto, soprattutto negli ambienti universitari di tutta Italia. Questa legge ha scatenato reazioni collettive, più o meno omogenee, tra studenti e professori, ma anche genitori e politici. Perché tutto questo? Cosa ha cercato di imporre l’attuale governo in maniera neanche troppo velata?

La questione dell’attuale scontro è l’esistenza stessa dell’università pubblica! La legge in questione prevede, infatti, tagli generalizzati ai finanziamenti dello Stato che, nell’arco di cinque anni da ora, porteranno all’inevitabile sfacelo le finanze di tutte le Università pubbliche d’Italia. Lo stesso rettore dell’Ateneo di Bari ha confermato, dati alla mano, tale previsione. Nel frattempo, le conseguenze di tale politica finanziaria, andranno a pesare sulle tasche degli studenti e delle loro famiglie: non solo aumenteranno le già onerose tasse universitarie, ma aumenteranno tutte le spese in generale, causa: il collasso del welfare. Già oggi, le famiglie meno abbienti corrono il rischio di trovarsi private delle borse di studio e degli alloggi collegiali di cui i loro pupilli risultano idonei, ma, paradossalmente, non vincitori (mi riferisco essenzialmente alla situazione esistente all’Edisu, dove mancano i fondi necessari alla soddisfazione di tutte le necessità studentesche). Il governo offre la sua soluzione al rosso dei bilanci universitari: l’art. 16 della stessa legge, infatti, prevede la possibilità che il solo “senato accademico”, pur se a maggioranza assoluta, possa decidere la trasformazione dell’università pubblica in fondazione di diritto privato, con in più la possibilità di ottenere finanziamenti pubblici!

continua...

 
STATO DI POLIZIA
domenica 26 ottobre 2008
 
Salviamo la Scuola Pubblica e Statale
mercoledì 08 ottobre 2008

Salviamo il nostro futuro

Nei primi tre mesi di governo la destra ha assunto e intende assumere provvedimenti gravissimi, senza precedenti, finalizzati a smantellare la scuola pubblica e statale, a privatizzarla, a sovvertire la scuola della Costituzione italiana.

Essi colpiscono anzitutto le classi sociali meno abbienti, le famiglie dei lavoratori che incontreranno difficoltà sempre maggiori a far studiare i loro figli. Quando essi diverranno pienamente operativi la maggioranza di bambini e giovani non potrà più avere un'istruzione qualificata, chi la vorrà dovrà pagarsela : dovrà pagarsi la scuola a tempo pieno o a tempo lungo, la scuola con insegnanti migliori, una scuola non più pubblica ma privata, confessionale o di tendenza.

Ecco come la destra vuole realizzare la scuola della disuguaglianza, come vuole impedire alla scuola pubblica di dare un'istruzione qualificata agli otto milioni di studenti che la frequentano:

OTTO MILIARDI DI TAGLI

  • La destra ha operato tagli di risorse che non hanno precedenti in 150 anni di storia della scuola italiana. Essi colpiranno mortalmente una scuola pubblica già in difficoltà e senze risorse. Nel contempo si prevede di finanziare la scuola privata al pari di quella pubblica!

CONTRO LA PARTE MIGLIORE DELLA NOSTRA SCUOLA

  • Lo scempio investe anzitutto la nostra scuola migliore, quella elementare. Con un tratto di penna (poche righe di un Decreto governativo) vengono azzerate tutte le riforme che negli ultimi venticinque anni hanno consentito di realizzare una scuola elementare giudicata quinta nel mondo per qualità: se ne riduce l'orario obbligatorio (da 30 a 24 ore settimanali!), si va verso lo smantellamento del tempo pieno, si ripristina il maestro unico che deve insegnare tutto ciò che da anni viene garantito da tre insegnanti appositamente formati. La discriminazione, la disuguaglianza inizierà così da una scuola elementare che non potrà più assicurare a milioni di bambini un livello di istruzione che consenta loro di accedere proficuamente ai gradi successivi degli studi.

continua...

 
DOPO LA NOTTE BIANCA LA NOTTE NERA
martedì 28 ottobre 2008

Il 21 settembre di 65 anni fa Matera era la prima città meridionale a ribellarsi al nazifascismo. Ieri 21 settembre 2008 l'Amministrazione Comunale, con una decisione che ci ha lasciato sgomenti, ha autorizzato la festa regionale della Fiamma Tricolore. Per l'occasione era addirittura prevista la partecipazione del sindaco Buccico. Nel 60° anniversario dalla nascita della Costituzione della Repubblica Italiana i cui valori si radicano nell'antifascismo siamo atterriti di fronte ad un avvenimento del genere specie dopo aver assistito per l'ennesima volta ad un nostalgico tentativo di riabilitazione del fascismo. Il governo comunale d'altronde non fa nient'altro che sposare pienamente la linea politica del Governo Berlusconi rappresentata perfettamente dalle aberranti dichiarazioni del Ministro della Difesa La Russa e dal sindaco di Roma Alemanno circa il famigerato ventennio. Sottoscriviamo a pieno le parole dell' ANPI che definisce queste prese di posizione "affermazioni che continuano a sovvertire la storia per dare l'assalto all'antifascismo, alla democrazia e alla libertà". Lo stesso sindaco è esponente di un partito all'interno del quale per il fascismo c'è ancora ampio spazio come dimostrano le parole spese in tal senso anche dal leader dei giovani di AN Iadicco. Se questi sono i "valori" che la destra sceglie non ci stupiamo poi di apprendere dagli organi di informazione continui atti di violenza e discriminazione perpetrati ai danni dei più deboli. I giovani di Rifondazione Comunista, Sinistra Democratica e Comunisti Italiani non si rassegnano tuttavia a questo stato di cose ed anzi vi si oppongono nella maniera più netta organizzandosi e continuando a resistere rispetto a questa volontà di riportare in auge il periodo più buio della storia d'Italia.

 
Rialziamoci e Lottiamo
sabato 28 giugno 2008
COSA E’ SUCCESSO? 

Anche se in ritardo rispetto agli eventi, vorrei dire la mia circa il nefasto esito elettorale. Gli errori commessi sono stati tanti anche se molti sono anche i torti che abbiamo dovuto subire ad iniziare dalla pressione mediatica tutta tesa verso un bipartitismo virtuale tant’è vero che la stessa authority delle telecomunicazioni è intervenuta (anche se in ritardo a dirla tutta) per richiamare tutti ad una più equa informazione. A questo aggiungiamoci i “poteri forti” che hanno visto queste elezioni come l’occasione più ghiotta per fare fuori “le forze politiche contrarie allo sviluppo ed alla modernità” per dirla alla Montezemolo. Voglio rammentare inoltre gli ingenti aiuti economici (e non solo) forniti dalle più grandi aziende italiane a PD e PDL che dunque possono permettersi una campagna elettorale martellante (ovviamente in favore di modernità e sviluppo modello Montezemolo).  Questo spiega inoltre perchè poi in parlamento non ci furono i numeri per liberalizzare determinati settori ed anche perchè don Walter e Co. vogliono “regolarizzare” le lobby. Con una certa forza si è manifestato anche il sentimento dell’antipolitica messo in moto da Grillo e da un governo che per molti versi ha deluso. Il problema è che questo malessere ha premiato in gran parte la Lega Nord ed in misura minore, ma comunque non indifferente l’Italia dei Valori. Due partiti tendenzialmente giustizialisti anche se con forme nettamente distinte. Ultima ma non ultima l’invenzione più efficace quanto inutile: il voto utile. Sono state davvero molte le persone di sinistra (anche se fatico a considerarle tali) che hanno regalato il loro voto al PD e chi proprio non ce l’ha fatta a votarli ( e si che ce ne voleva di coraggio) ha votato l’IDV che ha fatto la furbata di essere collegata al PD ed ha dunque recuperato il voto di altri compagni, tant’è vero che in Basilicata aveva percentuali che viaggiavano verso l’8% (quindi quelle che sarebbero dovute essere le nostre). Sull’inconsistenza di Veltroni, del suo progetto politico e del suo “partito ombra” potrei dilungarmi molto ma sostanzialmente vale ciò che ho già scritto nell’articolo “Se sei di sinistra” con le dovute aggravanti date da ciò che sta succedendo attualmente. Voglio solo sottolineare che i voti che il PD ha ricevuto non sono voti di preferenza ma voti contro, contro Berlusconi.

 
LA MORTE DELLA GIUSTIZIA
giovedì 26 giugno 2008

postato da
Giacomo Passavanti
Segretario Cittadino dei Comunisti Italiani 

 
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